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24/05/2016

Il lavoro FAMAGROUP con le bollicine intorno

Il lavoro FAMAGROUP con le bollicine intorno
Preparazione delle casse di Champagne Ruinart

Da quando abbiamo iniziato la realizzazione di un progetto per la Maison Ruinart, storico marchio francese delle “bollicine”, abbiamo scoperto tantissime cose...

Partiamo da uno scatto rubato dall’ufficio comunicazione nella nostra sede. Cosa staranno realizzando i nostri tecnici?
Proviamo a scoprire qualcosa: seguendo il progetto dello Studio D.A.W. di Torino, il nostro team, diretto dal Project Manager Luca Falbo, è impegnato nelle ultime finiture della commessa e siamo davvero orgogliosi che il nostro prodotto possa servire a raccontare nel modo più autentico e vivo tutte le caratteristiche di questo incredibile Champagne.

E’ importante, per un lavoro realizzato per un brand così prestigioso, che tutto sia perfetto, all’altezza della storia e della tradizione del marchio.

E per poter entrare al meglio nell’atmosfera e capire fino in fondo la richiesta del cliente, ci facciamo raccontare, la storia che c’è dietro.
Partiamo allora in questo viaggio nel tempo.

Agli inizi del ‘700 il monaco benedettino Dom Thierry Ruinart, brillante storico e teologo, a 23 anni venne chiamato presso l’abbazia di Saint-Germain-des-Prés, uno dei maggiori centri di studio del mondo cristiano, a pochi passi da Parigi.

In questo luogo, dalla città e dalla corte giunsero al benedettino le voci sulla vita mondana parigina e le sue passioni e mode, in particolare le voci di un nuovo vino, non ancora chiamato “Champagne”, ma già ambito tra i giovani aristocratici.

Nato nella regione della Champagne, dove il fratello è commerciante di tessuti, torna nella sua terra natia più volte. Grazie al suo spirito di osservazione, matura la convinzione che quel “vin de bulles” (vino con le bollicine), nato dalle vigne della sua provincia e chiamato anche “vin de mousse”, sia destinato a un grande futuro.

Nel 1729, vent’anni dopo la morte di suo zio, Nicolas Ruinart fonda la prima Maison de Champagne. L’intuizione del monaco precursore entra così nella storia.

Un’ordinanza del 25 maggio 1728 con cui Luigi XV autorizza il trasporto di vini spumanti in cesti contenenti da 50 a 100 bottiglie, decreta il successo di Ruinart: fino a quel giorno le bottiglie destinate ad un consumo locale erano troppo fragili per viaggiare. Si aprono per Ruinart e per lo champagne le porte dell’Europa.
Le prime bottiglie sono destinate ai suoi clienti tradizionali, come regalo dopo l’acquisto di drappi e stoffe. Sei anni più tardi la Maison Ruinart abbandona il commercio dei tessuti per dedicarsi al commercio dello Champagne. Da quel momento in poi, lo stesso diviene la sua unica vocazione: 170 bottiglie vendute nel 1730, 3.000 nel 1731, 36.000 nel 1761.

“Nel nome di Dio e della Vergine Santa”, scrive l’intraprendente nipote nell’intestazione del registro contabile.

Vero che è una bella storia? Siamo sicuri che quest’anno saranno tante le storie con cui potremo affascinarvi...

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